Udine, 31 agosto 2009 – Incontro partner per avvio del progetto approvato e cofinanziato dal Centro Servizi Volontariato FVG.

 

Presenti:

 

R.U.E. – Risorse Umane Europa

De Liva Walter

Valeri Orsolina

Giardina Alessandro

Piuzzi Anna

 

Società Associazione San Vincenzo De Paoli – Udine

Facchino Giovanna

 

Società Associazione San Vincenzo De Paoli – Pordenone

Pitton Paolo

 

Comunità di Volontariato Anselmo Listuzzi

Bruna Minen

 

Liceo Scientifico Statale “Niccolò Copernico”

Prof. Del Pin Giusi

 

Educandato Statale “Collegio Uccellis”

Prof. Della Siega Gemma

 

 

In data 31 agosto si è tenuto il primo incontro – presso la sede di R.U.E. in via Giusti,5 a Udine – tra i partner del progetto “Giovani e volontariato protagonisti del cambiamento” finanziato dal C.S.V. Friuli Venezia Giulia.

Il progetto è stato valutato come idoneo dalla commissione giudicatrice che gli ha attribuito 93,50 punti, concedendo un finanziamento di 9.412,98 euro. Essendo tale ammontare inferiore a quanto richiesto nel preventivo di spesa sarà necessario ricalibrare alcuni interventi ed i relativi costi.

 

L’incontro si è aperto con la comunicazione inviata dalla Preside dell’I.P.S.S.A.R.T.C. Bonaldo Stringher, Professoressa Enrica Mazzucchin – impossibilitata a partecipare a causa di un impegno precedentemente assunto – ma che ha voluto rimarcare e la piena disponibilità e fattiva collaborazione propria e dell’Istituto per la realizzazione del progetto. Seguirà in data 4 settembre 2009 un incontro tra la stessa Preside Mazzucchin, Anna Piuzzi ed Alessandro Giardina. Un altro incontro avrà luogo il 16 settembre 2009 a Pordenone con il Preside del Liceo Leopardi Majorana, Professor Sergio Chiarotto, Anna Piuzzi e Alessandro Giardina – per R.U.E. – e Paolo Pitton, per l’Associazione San Vincenzo De Paoli.  

 

Tutti i partner condividono pienamente le finalità del progetto, in particolare la Sig.ra Facchino e il Sig.Pitton – rappresentanti della Società Associazione San Vincenzo De Paoli – hanno sottolineato di aver voluto aderire alla rete di partner in ragione una persistente difficoltà della loro associazione a trovare giovani disposti a farsi carico di un impegno continuativo all’interno della propria realtà associativa. Molti giovani vengono in contatto con l’Associazione San Vincenzo, soprattutto svolgendo stage o tirocini scolastici, ma dopo questa esperienza raramente continuano un percorso di volontariato stabile.

Il Sig. Pitton ha inoltre riportato la propria esperienza nelle scuole di Pordenone: i ragazzi si coinvolgono facilmente in iniziative quali la raccolta del Banco Alimentare o altre simili, che hanno un tempo limitato nel tempo, ma il loro impegno – anche in questo caso – si esaurisce nel singolo evento, senza acquisire il carattere della continuità.

 

Alla luce di queste considerazioni è stato convenuto che sarà necessario pensare e gestire i diversi laboratori al fine di strutturarli in maniera interattiva e coinvolgente per consentire ai ragazzi di confrontarsi in maniera dinamica. Al tempo stesso ci dovrà essere una riflessione profonda sui temi delle nuove povertà, per rendere consapevoli i ragazzi dell’importanza di un impegno personale  continuativo nel volontariato.

In particolare le referenti del Liceo Copernico e dell’Educandato Uccellis, per esperienza diretta con i propri studenti, ritengono necessaria – per questo coinvolgimento pieno – una componente “emozionale”, proponendo che i ragazzi abbiano modo di vedere sul campo l’operato quotidiano delle associazioni partner del progetto.

 

Dal punto di vista operativo si è concordato che gli operatori delle realtà partner entreranno nelle scuole per presentare direttamente ai ragazzi il progetto, prima però verranno coinvolti i Comitati studenteschi, le rappresentanze dei genitori  ed il Collegio dei docenti. Saranno quindi distribuiti –  agli studenti delle scuole partner e degli altri Istituti delle due Province e presso gli Informagiovani – dei depliant informativi predisposti da R.U.E..

Condivisa è anche la convinzione che preliminarmente all’avvio dei laboratori si dovrà aprire un confronto con i ragazzi al fine di capire quali siano le loro aspettative, i loro bisogni ed eventuali argomenti sui quali vorranno focalizzare la propria attenzione. Questo implica che il programma di massima rimane aperto ai suggerimenti degli stessi studenti e potrà di volta in volta essere implementato con i contributi dei ragazzi.

 

Nelle scuole partner del progetto gli insegnanti si impegneranno:

·         ad individuare i ragazzi più motivati e desiderosi di comprendere le dinamiche di esclusione/inclusione sociale,

·         a far condividere la progettualità ad altri colleghi.

 

Questo con la duplice finalità di:

·         accompagnare gli studenti in questo percorso,

·         moltiplicare gli effetti del progetto creando dei momenti in cui i ragazzi potranno riportare in classe le proprie esperienze laboratoriali, le proprie emozioni e conoscenze acquisite, attuando di fatto una sorta di peer education.

 

Si è posto l’accento sulla convinzione, condivisa da tutti presenti, che il progetto non può essere pensato come una parentesi limitata nel tempo, ma come un qualcosa che avrà continuità negli anni a venire. Inoltre esso dovrà necessariamente interagire con gli altri progetti intrapresi dai partner, in modo da amplificare ed implementare le risorse messe in campo da tutti.

 

Dal punto di vista operativo la prima tappa del percorso è l’azione dei referenti delle scuole che si attiveranno presso il Collegio dei Docenti, i Comitati Studenteschi e le rappresentanze dei genitori.

 

Udine, 2 settembre 2009

R.U.E. – Risorse Umane Europa

Anna Piuzzi

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