Archivio per la Categoria “Sicurezza del lavoro e del lavoratore straniero”

Da oggi il progetto sicurezza ha uno spazio dedicato nella newsletter di R.U.E. raggiungibile dall’URL:
http://www.sdldls.it

Sperando che sia di vostro gradimento, un saluto.
Francesco De Liva
per R.U.E. Risorse Umane Europa

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Pubblichiamo in allegato il programma della giornata  dedicata alla “Cultura della sicurezza” svoltasi presso Sala Aiace, p.zza della Libertà,dalle ore 11.00 alle ore 12.30 e l’intervento di presentazione del progetto “Sicurezza del lavoro e del lavoratore straniero” da parte di RUE:

PROGRAMMA venerdì 18

Nell’ambito della giornata dedicata alla “Cultura della sicurezza” , durante il Seminario “Testimonianze, commenti e prospettive”,  che si è svolto pressola SalaAiacein p.zza Libertà, RUE ha presentato gli obiettivi e le finalità del progetto, ormai alla sua terza edizione, senza trascurare le criticità fino ad oggi incontrate.

Tra queste attività si inseriscono:

-          momenti informativi ed organizzativi delle stesse

-          i contatti telefonici e via e-mail  con Friul Immagine e il responsabile del reparto Acciaieria di Cividale del Friuli per la preparazione e realizzazione del video scheda mansione all’interno della stessa;

-          contatti con AIAS per l’organizzazione di corsi presso alcune aziende del territorio da lei stessa indicate.

Presentazione del progetto RUE: ” Sicurezza del lavoro e del lavoratore straniero” alla sua terza edizione

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PIEGHEVOLE WEB

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I formatori AIAS (Associazione Professionale Ambiente e Sicurezza sez.FVG) e operatori dell’Azienda Sanitaria ( n.3 e n.4), entrambe partner del progetto, sono stati coinvolti da RUE nella realizzazione  degli interventi formativi che hanno interessato 3 gruppi di lavoratori stranieri in giorni ed ore diverse su richiesta ed indicazione della referente, prof.Lucia Sillani, per un totale di 8 ore pomeridiane per ogni singolo corso. Gli argomenti affrontati hanno interessato: norme generali della sicurezza, infortunistica sul lavoro e la cura della persona.

Tre i gruppi – classe costituiti in base alle loro diversità, legate al  Paese di provenienza, al livello di conoscenza dell’italiano L2 e alla tipologia di lavoro, da richiedere interventi formativi diversi sia nei contenuti che nella metodologia di insegnamento – apprendimento. In particolare i gruppi erano così costituiti:

  1. n.25, Corso di licenza scuola media, interessati a tutte e tre le tematiche ma in linea generale e semplice attraverso utilizzo immagini e simulazioni;
  2. n.17, Italiano L2 livello B1, interessati a tutte le problematiche e alla chiamata d’intervento attraverso simulazioni;
  3. n.16, Gruppo badanti, interessate solo alla formazione attinente alla cura della persona e alla chiamata d’intervento.

 

Al termine del corso ad ogni lavoratore è stato consegnato da parte di RUE un attesto di partecipazione.

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I temi dell’incontro hanno interessato la formazione, la realizzazione del secondo DVD – scheda mansione – presso l’Acciaieria di Cividale del Friuli e la possibile stesura di un glossario base per il lavoratore straniero. Per la formazione la discussione è stata ampia non solo per poter meglio capire le necessità del territorio, ma anche per cercare di dare una risposta ai bisogni effettivi tenendo in considerazione il finanziamento a disposizione.

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Ciao a tutti!

è con grande piacere informarvi che è stato creato il canale vimeo del progetto “Sicurezza del lavoratore e dei lavoratori stranieri”, dove potete trovare anche il primo video riguardante una delle schede mansione:

http://vimeo.com/channels/sicurezza

Mandi!

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Pubblichiamo in allegato il “DECALOGO DEL LAVORO SICURO” a cura dell’INPS, in versione plurilingue.

Decalogo_lavorosicuro

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Il 14 aprile alle ore 9.30 presso la Sala Convegni della Fondazione CRUP in via Manin, avrà luogo il seminario“IMMIGRAZIONE E SICUREZZA: TANTE LINGUE E TANTE CULTURE, MA LA SICUREZZA È UN BENE COMUNE”. L’iniziativa, curata da RUE in collaborazione con le Aziende per i Servizi Sanitari n°3, n°4 e n°5 e l’AIAS, si svolge nell’ambito della manifestazione promossa da Confindustria Udine “SICUREZZA TRA LA GENTE” che avrà luogo a Udine dal 4 al 17 aprile.

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Importante appuntamento a Udine dal 4 al 17 aprile con “LE GIORNATE DELLA SICUREZZA”, un’iniziativa promossa da Confindustria in collaborazione con istituzioni, associazioni di categoria, sindacati e mondo del privato sociale per promuovere la cultura della sicurezza sul lavoro attraverso un fitto programma di incontri, dimostrazioni, testimonianze e spettacoli.

Non poteva ovviamente mancare il contributo di RUE – da anni ormai impegnata su questo fronte con il progetto “Sicurezza del lavoro e del lavoratore straniero” – che, assieme alle Aziende Sanitarie, ha curato il seminario “IMMIGRAZIONE E SICUREZZA: TANTE LINGUE E TANTE CULTURE, MA LA SICUREZZA È UN BENE COMUNE” che si terrà giovedì 14 aprile alle ore 9.30 presso la Sala Convegni della Fondazione CRUP in Via Manin, 15. In allegato il programma dettagliato di tutta la manifestazione.

Programma pdf

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Gentile Socio/Utente,

Ti volevamo segnalare che AIAS regione Friuli Venezia Giulia e AIAS Udine, organizzano, per il giorno Mercoledì 09 Febbraio 2011, dalle ore 17:30 alle 19:00, presso Palazzo Torriani a Udine il seguente convegno:

Sicurezza del lavoro e del lavoratore straniero
Progetto cofinanziato dal
“Piano immigrazione Provincia di Udine 2010-11″
RELATORE - Dr. De Liva Walter – RUE Risorse Umane Europa

L’attuazione del provvedimento legislativo n.81/2008 colloca, in un disegno complessivo di moderno safety management, la formazione e l’informazione ai lavoratori come due fondamentali “leve” cui far ricorso per sviluppare la sicurezza in azienda.

Nell’analisi dei fabbisogni formativi e informativi si aggiunge ora l’addestramento, mentre si allarga l’oggetto di apprendimento, che comprende:

  • l’esigenza di impartire conoscenze linguistiche;
  • vari concetti (rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale);
  • diritti e doveri dei vari soggetti aziendali.

A.I.A.S. – Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza, Sezione Friuli Venezia Giulia, apporterà al progetto le competenze professionali dei propri associati, sia come consulenti sia come operatori di sicurezza, salute, ambiente ed energia nei luoghi di lavoro, di studio e di vita.

L’incontro è l’occasione per illustrare l’iniziativa e per costruire una rete di competenze tra i soggetti partner del progetto “Sicurezza del lavoro e del lavoratore straniero” collaborano con RUE , soggetto coordinatore, e con la Provincia di Udine sulla scorta delle specificità da ognuno indicate nel percorso di costruzione del partenariato, sia attraverso la condivisione delle competenze e delle risorse umane, tecniche e professionali , sia nelle attività e nelle azioni previste nel progetto.

Cordiali saluti

Segreteria AIAS

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PROVINCIA DI UDINE PIANO TERRITORIALE IMMIGRAZIONE ANNO 2010: LE INIZIATIVE DINTEGRAZIONE APPROVATE DALLA PROVINCIA DI UDINE

ALLIMPIEGO (TRAMITE VOUCHER) DI UNA DECINA DI EXTRACOMUNITARI PER INTERVENTI DI MANUTENZIONE LUNGO LA RETE VIARIA, AL SOSTEGNO ALLE PROGETTUALITÀ PROPOSTE DAL TERRITORIO ALLE QUALI VANNO L’80% DELLE RISORSE DISPONIBILI (IL TOTALE DEI FONDI È DI 468 MILA EURO)

Da aprile e fino a luglio 2011 prenderanno servizio in Provincia di Udine, 10 lavoratori extracomunitari in condizioni di precarietà socio-economica per effettuare interventi di manutenzione lungo la rete stradale provinciale. Questo inserimento, sperimentale e regolato tramite voucher, fa parte dei progetti a gestione diretta dell’Ente inseriti nel “Piano territoriale immigrazione anno 2010″. Un programma che impegna risorse per oltre 468 mila euro, l’80% delle quali (pari a 385 mila 946 euro) verrà assegnato ai progetti “a bando” presentati da associazioni, Comuni, ambiti territoriali impegnati nell’integrazione degli immigrati. E proprio sulle iniziative proposte dal territorio sulle quali vi è stata la massima condivisione, si sofferma l’assessore alle politiche sociali Adriano Piuzzi che, oggi – martedì 21 dicembre – ha portato il piano all’approvazione della Giunta provinciale raccogliendo il parere favorevole all’attuazione. «Il territorio ha risposto in modo positivo e molto costruttivo alla discussione del piano e alla successiva presentazione dei progetti – dichiara Piuzzi -. Un lavoro di cui siamo molto soddisfatti perché frutto del confronto, e che, auspichiamo, porti i risultati attesi ai beneficiari». Trentatre i progetti approvati ai quali verrà assegnato il finanziamento: 23 riguardano azioni relative alle attività informative e di integrazione sociale, 4 rientrano nella sezione “integrazione socio-occupazionale ed economico” e 6 sono azioni di animazione culturale.

La Provincia di Udine, inoltre, gestirà direttamente, tramite il Servizio lavoro e politiche sociali, un progetto di mediazione culturale da realizzarsi nei centri per l’impiego di Udine, Cividale, Cervignano e Latisana dove verranno inseriti professionisti con esperienza già maturata in questo settore nonché la conoscenza, oltre all’italiano, di due lingue tra francese, albanese, spagnolo e serbo-croato. L’obiettivo è migliorare l’interazione (e l’integrazione) con gli utenti stranieri fornendo loro un supporto per iter amministrativi da porre in essere per ottenere benefici previsti dalle legge in materia di lavoro, offrire informazioni sulla normativa in tema di immigrazione e di sostegno nei rapporti con i diversi enti.

Download allegato

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Approvato dal Consiglio dei Ministri del 10/06/10 il Piano per l’integrazione nella sicurezza denominato ” Identità e incontro “, insieme all’ Accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato.
Linee di azione e strumenti da adottare al fine di promuovere un efficace percorso di integrazione delle persone immigrate in Italia.

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Materiale di formazione tradotto in lingua croata per  intervento di sensibilizzazione in FAR Reana del Rojale, a cura  M.Vasic

Sintesi della relazione per lavoratori stranieri FAR di Reana del Rojale,
titolo ” Rischi specifici per la salute nella FAR “, 23 giugno 2010

dott. Barbara Alessandrini
Medico del Lavoro
S.O.S. Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro
Dipartimento di Prevenzione ASS n.3 “Alto Friuli”
Piazzetta Baldissera, 2
33013 GEMONA DEL FRIULI (UD)

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Powerpoint presentazione progetto “Sicurezza del lavoro e del lavoratore straniero”

Formulario adesione al progetto


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Materiali:

Strumenti per la formazione Salute e Sicurezza Lavoro 2. Glossario illustrato del lavoro nei cantieri edili.

Nozioni di base sul sistema di prevenzione degli infortuni e le malattie professionali.

Abbecedario migranti. Parole.

Straniero non è Estraneo. ABC della sicurezza sul lavoro.

Incontri con mediatori culturali. Nozioni di base sul sistema di prevenzione degli infortuni e le malattie professionali.

Proposta di intervento di sensibilizzazione.

Pubblicazione regione FVG (solo copertina e glossario)

Serbo-croato

Sloveno

Traduzioni di lettere di invito ad incontri di sensibilizzazione:

Rumeno

Croato

Albanese

Ucraino

Inglese

Francese

Cartelli imprese sicura:

Cartelli impresa alimentazione, panificazione

Cartelli impresa legno

Cartelli impresa metalmeccanica e installazione di impianti

Cartelli impresa tessile, abbigliamento/chimica, gomma plastica

Gli infortuni in FVG nel 2008:

Tabella 1

Tabella 2

Volantini di sensibilizzazione e di informazione, plurilingui, utilizzati nei Centri per l’Impiego, Biblioteche civiche, Scuole, Luoghi di Culto, Imprese:

Volantino Italiano

Volantino italiano-croato

Volantino italiano-romeno

Volantino italiano-francese

Volantino italiano-inglese

Volantino italiano-arabo

Volantino italiano-albanese

Volantino italiano-russo

Volantino italiano-spagnolo

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Informazione e formazione progetto lavoratori extracomunitari. INAIL, 2010.

Questionari anonimi per la valutazione dell’Informazione e Formazione progetto lavoratori extracomunitari. INAIL, 2010. Traduzione in:

questionario-lingua-rumena

questionario-lingua-ucraina

questionario-lingua-ungherese

questionario-lingua-twi-ghana

questionario-lingua-serba

questionario-lingua-russa

questionario-lingua-kirundi-burundi

questionario-lingua-italiana

questionario-lingua-inglese

questionario-lingua-francese

questionario-lingua-etiope-amarico

questionario-lingua-cinese

questionario-lingua-araba

questionario-lingua-albanese

questionario-lingua-spagnola

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Quali sono i principali problemi di comunicazione interculturale incontrati da operatori italiani in contatto con utenti stranieri?

Leggi documento

Michela Zanutel

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I. L’IMMIGRAZIONE ROMENA IN ITALIA

1. L’IMMIGRAZIONE ROMENA IN ITALIA: FLUSSI E CARATTERISTICHE.

- dal 1989 – 2002

- dal 2002 alla vigilia dell’allargamento

- gli effetti dell’immigrazione romena

- la migrazioni post-allargamento.

2. FLUSSI IN TRANSITO E BISOGNO DI NUOVA FORZA LAVORO

- l’evoluzione dell’immigrazione romena;

- caratteristiche degli immigrati romeni.

3. I ROMENI NEL MONDO DEL LAVORO ITALIANO

- La situazione alla fine del 2006: un quadro di sintesi;

- l’evoluzione post-allargamento : un primo sguardo ai dati Inail.

4. INTEGRAZIONE SOCIALE E LAVORATIVA DEI ROMENI IN ITALIA

- Arrivo e prospettive;

- Stabilirsi in Italia: lingua, lavoro, vita sociale;

- Una vita transnazionale.

II. SVILUPPO COMPETENZE RELAZIONALI

1. CONSIGLI UTILI PER UN APPROCCIO MIGLIORE AL MIGRANTE ROMENO

- Essere sempre gentili e cordiali;

- Adottare un atteggiamento cordiale, un trattamento paritario (è consigliabile l’uso del “Lei”);

- In generale i romeni sono molto loquaci, a volte e soprattutto se in difficoltà tendono a sfogarsi, a raccontare i propri problemi/difficoltà e a chiedere consigli (o qualche eventuale aiuto); davanti a situazioni simili si consiglia una maggior comprensione (anche compassione), calma, pazienza e capacità di ascolto. S’è necessario indirizzare gli utenti in questione verso l’ente più adatto a risolvere il problema principale;

- Un’altra questione chiave è rappresentata dall’uso della lingua: essendo una lingua romanza (neolatina) – il romeno spesso si può incorrere nei fraintendimenti (per es: ci sono tanti vocaboli che si pronunciano nello stesso modo in entrambe le lingue ma che hanno un significato leggermente o addirittura completamente diverso);

- Riguardo una migliore comunicazione interculturale tra l’operatore italiano e l’utente/lavoratore romeno bisogna tener conto di diversi fattori sociali e culturali del Paese di provenienza e almeno la più recente situazione politica, economica e sociale; in particolare bisogna prendere in considerazione che una parte della mentalità con cui la popolazione immigrata affronta l’inserimento in diversi ambiti sociali ed economici risente della “distorsione” acquisita a seguito degli anni del regime comunista.

Anita Pacurar

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Caratteristica del paese e del fenomeno migratorio

La Slovacchia è un paese giovane, nato il 1.1.1993 dopo la divisione della Repubblica Cecoslovacca in due stati indipendenti, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca. Attualmente conta circa 5,5 milioni di abitanti su un territorio di 49 035 km².

L’emigrazione non è un fenomeno sconosciuto per il paese. Gli slovacchi cominciarono emigrare all’estero alla fine del XIX Secolo e all’inizio di quello successivo. Le destinazioni principali erano gli Stati Uniti e il Canada. Le altre ondate sono state soprattutto negli anni 1945, 1948, 1968 e le motivazioni non erano soltanto di carattere economico ma anche (o soprattutto) per ragioni politiche.

Lo spostamento degli slovacchi verso i paesi europei “più vicini” è un fenomeno abbastanza recente e cominciò a verificarsi dopo la caduta del Muro di Berlino e di più ancora dopo l’adesione della Slovacchia alla Comunità Europea il 1.5.2004. Quest’ultima offrì agli slovacchi le stesse opportunità di lavorare, di studiare e di viaggiare disponibili a tutti gli altri cittadini comunitari.

Gli slovacchi in Italia e in FVG

l’Italia è sicuramente una delle destinazioni preferite dagli slovacchi anche se non tra le più frequenti per eccelenza ( le mete principali restano comunque: Gran Bretagna, Germania, Austria, Rep.Ceca). Secondo i dati riportati dal sito web di DEMO ISTAT, gli slovacchi residenti in Italia al 1.1.2008 erano pari a 7 463 persone, delle quali 286 residenti in Friuli-Venezia Giulia (Udine-143 persone, Pordenone-82 p., Trieste-36 p., Gorizia-25 p.).

Dai dati sopra riportati si evince che il numero degli slovacchi residenti (o semplicemente abitanti) in FVG non è sicuramente tra i più alti e per questo motivo è difficile parlare di una “comunità” slovacca vera e propria. Si tratta di una comunità piuttosto dispersa e non tanto unita dal punto di vista sociale. Sicuramente non è una comunità talmente numerosa da riunirsi nei luoghi comuni, da organizzare degli eventi formali ed informali di maggior rilevanza o da richiedere dei permessi o delle agevolazioni specifici dalla regione (come per esempio delle classi doposcuola di lingua slovacca per i bambini o la messa della domenica in lingua slovacca).

Caratteristiche personali degli slovacchi

Generalmente, gli slovacchi si adattano facilmente alle condizioni di vita in qualsiasi paese e riescono ad integrarsi pacificamente con la nuova comunità. Sono educati, formali, chiari e diretti. Di solito si attengono più scrupolosamente possibile ai compiti che vengono loro richiesti. Nel lavoro oppure nell’ambito scolastico sono molto responsabili e lavorano bene. Si può affidare loro qualsiasi compito. Conoscono i limiti nei termini di comportamento sia formale che informale e li oltrepassano raramente.

Comportamenti per facilitare la comunicazione

Da parte degli slovacchi vengono sicuramente graditi i seguenti comportamenti:

· Cordialità- buona e gentile accoglienza sono delle caratteristiche molto apprezzate

· Buone maniere ed educazione- dimostrazione di un certo rispetto verso lo straniero, evitato il disprezzo per il luogo di provenienza o eventuale insufficiente conoscenza della lingua italiana

· Essere informati- sicuramente fa una buona impressione sullo straniero e gli dà un certo senso di sicurezza sapere che i locali conoscono i propri interlocutori (fa piacere essere distinti tra tutti i popoli slavi)

· Formalità- richiesta soprattutto dalle persone adulte, mentre se si tratta di giovani non è indispensabile dare del “Lei”

· Chiarezza e brevità- vengono gradite le informazioni chiare e concise

· Efficacia e velocità- è molto apprezzato dagli slovacchi se gli impiegati sanno rispondere subito o soddisfare almeno in parte la loro richiesta senza dar una risposta vaga, sentendo in tal modo, di avere di fronte delle persone competenti

· Evitati i dialetti- almeno ad un primo contatto. Infatti, in Slovacchia i dialetti non hanno lo stesso statuto e la stessa importanza di cui godono in Italia e per questo motivo vengono evitati nei luoghi ufficiali; la persona straniera studia (nel suo paese d’origine o in un libro di grammatica o di lingua) la lingua italiana e non un suo concreto dialetto; dopo dipende individualmente da ciascun parlante e dal suo statuto sociale di provenienza se ha la tendenza ad imparare il dialetto italiano locale o meno

Veronika Andorová

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1. Comprensione Del Fenomeno Migratorio E Caratteristiche Della Comunità

Ghanese In FVG

Il Ghana è stato un paese di tradizione migratorie sia interne sia verso paesi vicini come per esempio la Nigeria che fino al 1983 offriva buone opportunità lavorative. La mobilità interna è riconducibile ad una tradizione propensione commerciale dei ghanesi che si distinguono ancora oggi nel contesto dell’africa occidentale per la loro abilità di mercanti e viaggiatori. Per questo riguarda la loro presenza in Italia, possiamo dire si tratta di un fenomeno relativamente recente, che assume una certa consistenza a cominciare di primi anni ’80, la motivazione principale all’immigrazione è quella economica, quindi la ricerca di un lavoro remunerativo, e le prospettive sono quelle di accumulare un capitale sufficiente per rientrare in patria dove aprire un’attività in proprio oppure esercitare una professione. All’arrivo dei primi immigranti ghanesi, entrati irregolarmente in Italia e stanziatisi prevalentemente nel sud Italia dove svolgevano lavori “in nero”, ha fatto seguito ad una fase di stabilizzazione che ha coinciso con lo spostamento dal sud al nord. In questa seconda fase si verifica un numero elevato di regolarizzazione e di ricongiungimenti familiari, con conseguente aumento anche della presenza ghanese femminile e minorile. La maggior parte dei ghanesi si trova a Brescia, Padova, Verona, Pordenone, Udine. La comunità ghanese in Italia è di religione cristiana, non cattolica. Parla in inglese. La provincia con la più alta presenza di ghanese è Pordenone. Considerando l’attuale situazione, si può dire che la comunità ghanese è una comunità che pur non potendosi definire integrata, sia tuttavia inserita senza troppi problemi nel contesto italiano, in linea di massima non vi siano stati problemi di convivenza con gli altri gruppi etnici o con gli abitanti locali , ancor meno di ordine pubblico e di criminalità.

2. Sviluppo delle competenze relazionali

Per facilitare e migliorare la comunicazione con un ghanese possono essere utili questi punti:

· la cordialità è molto importante perchè aiuterà sia l’impiegato che la persona con cui deve lavorare. I ghanesi hanno un gran rispetto per le persone che incontrano e soprattutto quelle che non le conoscono e perciò ci tengono anche loro alla stessa cosa sennò, si creano dei problemi nel dialogo.

· Usano meno gesti ma comunque capiscono quelli usati dagli italiani.

· Siccome hanno problemi linguistici, vorrebbero che l’impiegato li ascolta con attenzione perché ascoltandoli riuscirà a capire la loro esigenza.

· Una cosa che non sopportano è che quando l’impiegato non riuscire a capire le cose si mette a bestemmiare questa cosa li fanno innervosire.

Si può parlare con loro in inglese ed alcuni di loro sanno anche alcuni dialetti italiani


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1. Comprensione del fenomeno migratorio e caratteristiche della comunità albanese in FVG ed
in Albania
Le cause del fenomeno migratorio della popolazione albanese vanno ricercate nella recente storia dell’Albania.Dal 1945 in Albania si è instaurato un rigido regime dittatoriale che ha isolato concretaente il popolo albanese dal resto del mondo fino al 1989 .Questo isolamento fu del tutto forzato in quanto l’apparato oligachico militarizzato formatosi attorno al dittatore puniva ogni tentativo di fuga con il carcere a vita o la pena capitale.Durante questi anni la popalazione è stata privata delle libertà d’espressione,di parola e di pensiero, costrette a vivere in balia di un sistema fondato sul terrore.
Con la caduta della dittatura e l’apertura dei confini fra il 1989 ed il 1990 milioni di albanesi sono fuggiti verso gli stati più vicini in cerca di una vita migliore che garantisse loro la possibilità di crearsi un futuro lontano dagli orrori visti e vissuti  per 50 anni.
Al fine di capire chi sono i cittadini albanesi in Italia  è molto importante tenere conto di questa loro recentissima storia perchè è da essa che si parte per analizzare i loro tratti caratteristici al fine di migliorare il dialogo interculturale con gli italiani.
Dal 1989 ,per almeno altri  13 anni ,per un  cittadino albanese in Italia il doversi relazionare con personale amministrativo ed impiegati per concludere la compilazione di pratiche e o documenti ha significato spesso concludere  anche le pratiche più semplici solo dopo aver perso molto tempo assentandosi pericolosamente da lavoro e famiglia.Questo a causa delle difficoltà soprattutto linguistiche oltre che culturali .Da parte degli impiegati non c’era ancora la giusta sensibilità verso queste persone che si trovavano nella maggior parte dei casi in condizioni economiche disperate,mentre da parte degli immigrati c’eraspesso l’ignoranza  di come funzionassero certi uffici unita alla grve difficoltà linguistica.
Le comunità albanesi che vivno da vent’anni o meno in Italia condividono con gli italaini i principi basilari quali il Lavoro,la famiglia e l’struzione più o meno avanzata anche a secondo delle possibilità economiche.Non ci sono tratti fortemente caratteritici oltre ad essi in quanto i principi elencati totalizzano per la maggior parte i loro obiettivi.Le associazioni albanesi o italo-albanesi in regione raccolgono partecipanti durante le fondamentali feste nazionali cercando di mantenere vivi i ricordi e di far sentire meno soli i connazionali che lottano per costruirsi una vita in Italia.
La società albanese in Albania vive una situazione altrettanto complessa e molto dinamica in quanto in questi 20 anni ci sono stati enormi cambiamenti nell’apparato politico ,giudiziario economico e sociale.Rispetto alla disastrosa situazione vista negli anni novanta ,dove questi sistemi erano  instabili o inesistenti quando dovevano essere applicati nella vita quotdiana, si stanno delineando strutture più solide e affidabili mostrando la voglia di crescere e migliorare del Paese  e dei suoi cittadini.Si vede una società mutevole che si allinea sempre più marcatamente  al pensiero democratico caratteristico dell’Europa .
2.Sviluppo delle competenze relazionari
Per migliorare la comunicazione e creare un dialogo più aperto al fine di facilitare la collaborazione far impiegato e cittadino albanese non ci sono molti aspetti formali anche se in certi casi possono tornare utili i seguenti punti:
  • In questi anni sarà più frequente l’incontro con uomini e donne di 50-60 anni o anziani i quali avranno ottenuto grazie ai nuovi accordi fra Italia ed Albania il permesso di ricongiungimento familiare .In Albania è usanza degli impiegati ,quando persone in questa fascia d’età entrano in un ufficio ,alzarsi in piedi o se non è possibile è buona educazione porgere la mano e salutare.La stretta di mano va fatta solo per questa fascia d’età,se la persona straniera è più giovane dell’impiegato/a va evitata a meno che non sia quest’ultima a prendere l’iniziativa.

La cordialità che l’impiegato dimostrerà dal primo saluto sarà importante per mettere a suo agio la persona con cui dovrà lavorare .Essa anche se avrà difficoltà linguistiche si sentirà in un ambiente non ostile.

  • Se l’impiegato è più anziano dello straniero ,nel caso in cui si verifichi una situazione per cui lo straniero a caua di difficoltà linguistiche o pratiche si lasci andare allo sconforto, l’impiegato potrà (se lo riterrà neccessario) avere un contatto fisico  al fine di consolare la persona .Se l’impiegato si trova nella stessa situazione con una donna sua coetanea o più giovane ,allora il contatto fisico andrà evitato.Se nell’ufficio lavora un’ impiegata,essa  potrà avere un contatto fisico solo se di fronte a lei si troverà un’altra donna o un ragazzo fino ai 25 anni.
  • Le battute di spirito vanno fatte anch’esse con le stesse considerazioni fatte per quanto riguarda il contatto fisico nel punto precedene.
  • se si crea una situazione di nervosismo dovuta alla difficoltà linguistica o al mal funzionamento di un computer ecc… vanno assolutamente vietate le parolacce o le esclamazioni volgari in quanto anche nel caso della persona con più difficoltà linguistiche ,queste espressioni verranno riconosciute essendo note  anche in Albania.Uu insulto o una parolaccia anche non riferito alla persona ma ad un oggetto è ritenuto un segno grave d’offesa e comprometterebbe certamente il dialogo.
  • La gentilezza e la pazienza con cui si proverà ad ascolare lo straniero soprattutto  se questi mostrerà grandi difficoltà, senza dare segni di nervosismo e d’ impazienza specialmente con espressioni facciali ,tranuilizzeranno la persona che avrete di fronte .Nel caso questa non sia i grado di esprimersi ma si presenterà da voi con fogli e documenti è sempre utile provare a chiedere con gentilezza di poter leggere quelle carte al fine di intuire quali neccessità la spingano nel vostro ufficio
  • anche se lo straniero parla un Italiano discreto  è opportuno parlargli solo in italiano,perciò sono da evitare il frulano o altri dialetti .L’uso di questi è ritenuto maleducato ,specialmente se vengono usati fra due colleghi di fronte allo straniero.

Fioralba Ajazi

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Progetto “Sicurezza del lavoro e del lavoratore straniero” finanziato dalla Provincia di Udine.

Scarica la locandina

lingua ARABA

lingua INGLESE

lingua FRANCESE

lingua RUMENA

lingua SERBO-CROATA

lingua ALBANESE

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“I Love EU” è un giornale on line registrato dal Tribunale di Udine in data 2/9/06 n. 36/06.
Direttore responsabile Massimo De Liva. Realizzato da R.U.E. Risorse Umane Europa